Mercoledì, 25 Novembre 2020
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Ritmi circadiani

I ritmi circadiani sono cicli di 24 ore che determinano la periodicità nei diversi processi fisiologici del corpo. Tra le attività influenzate ci sono quelle del sistema nervoso e la produzione di ormoni; che influenzano i modelli di sonno e di alimentazione.


Ritmi circadiani
Ritmi circadiani: che cosa sono e come funzionano

Che cosa sono i ritmi circadiani?

Con ritmi circadiani si indicano quei cambiamenti fisici, mentali e comportamentali che seguono un ciclo quotidiano. Questi cambiamenti rispondono principalmente alla luce e all’oscurità dell’ambiente e come queste condizioni influenzano un organismo. Dormire di notte ed essere svegli durante il giorno è un esempio di ritmo circadiano legato alla luce.

I ritmi circadiani sono presenti nella maggior parte degli esseri viventi, compresi gli animali, le piante e molte delle specie di microbi. Lo studio che si occupa di approfondire la conoscenza sui ritmi circadiani è chiamato cronobiologia.

I ritmi circadiani influenzano:

  • Sonno;
  • Veglia;
  • Temperatura corporea;
  • Cambiamenti ormonali.

I ritmi circadiani sono regolati da piccoli nuclei al centro del cervello. Il loro nome è nuclei soprachiasmatici (SCN) e il loro compito è quello di agire da centro di controllo. I SCN sono collegati ad altre parti del cervello, con il compito di controllare il ritmo circadiano ed altre funzioni del corpo.

La luca sembra giocare un ruolo importante nell’impostare l’”orologio” circadiano di ogni persona. L’esposizione alla luce del sole e altri momenti della giornata sono utilizzati per mantenere in fase l’orologio. La perdita di sonno o modificare le proprie abitudini può portare a causare una serie di evidenti problemi nelle persone.

Alcuni fattori che possono influenzare i SCN e il corretto funzionamento dell’orologio circadiano sono:

  • Esercizio fisico;
  • Sbalzi ormonali;
  • Farmaci.

I ritmi circadiani di una persona sana permettono al corpo di funzionare come gli strumenti di un’orchestra ben intonati ed accordati tra loro. La temperatura corporea, ad esempio, inizia a salire durante le ultime ore del sonno per preparare il corpo alla sveglia. Questo, può favorire un senso di allerta al mattino. Mentre una diminuzione della temperatura corporea è una indicazione che si avvicina l’ora di andare a dormire. Non è stato dimostrato che le variazioni della temperatura corporea possono determinare le nostre abitudini di sonno. Ma sembra esserci un legame tra le due cose. È facile comprendere, che se questa orologio inizia ad essere fuori fase, risulterà più difficile prendere sonno ed avere un sonno di buona qualità.

Che cosa causa i disturbi del ritmo circadiano del sonno?

Il sistema circadiano di ogni persona, sembra che sia legato in larga misura dalla genetica. Così come il sonno è composto da una serie di cicli che ne determinano la profondità e la durata, una sfasatura nel ritmo circadiano può portare a problemi nel dormire. In molti casi, il sistema circadiano subisce delle variazioni con il cambiare dell’età di una persona.

Questi cambiamenti possono influenzare il ritmo naturale del proprio corpo. Inoltre, influenzano anche la propria capacità di rispondere ai segnali del tempo. Questi cambiamenti, che non sempre sono positivi, possono portare il proprio corpo a non sentirsi pronto ad affrontare tutti gli impegni che il proprio programma giornaliero gli richiede.

Queste richieste possono essere collegate a più fattori. Tra i più comuni si possono citare:

  • Lavoro;
  • Scuola;
  • Impegni Sociali;
  • Vita privata.

Lo studio del sistema circadiano è appena agli inizi, e man mano che si apprende qualche cosa di nuovo si è in grado di trattare al meglio i problemi collegati al suo non corretto funzionamento.

Problemi collegati a disturbi del ritmo circadiano del sonno

Qui di seguito sono presenti alcuni dei problemi più comuni che si può soffrire quando il proprio ritmo circadiano non è perfettamente in fase.

Jet Lag

Il più comune problema di sonno circadiano è il jet lag. Questo problema si verifica quando una persona viaggia attraverso diversi fusi orari. Un esempio di una situazione tipo è quando si vola dagli Stati Uniti all’Europa. Un volo di questo tipo di solito produce sintomi di jet Lag.

I sintomi più comuni del jat leg sono:

  • Insonnia;
  • Sonnolenza diurna;
  • Indigestione;
  • Irritabilità;
  • Scarsa concentrazione.

In alcuni casi una persona può impiegare fino a una settimana – o più tempo – per adattarsi ai nuovi orari. In altri casi, ci si può adattare più rapidamente. La durata del jet lag, dipende anche dal numero di fusi orari che si attraversa. La maggior parte delle persone “soffrono” di una forma lieve di jet lag due volte l’anno. Questo si verifica durante il passaggio da e verso l’ora legale.

Turni di lavoro

Lavorare su diversi turni di lavoro – in particolare per chi ha turni di notte e turni di giorno – può influire in maniera negativa sullo stato di salute delle persone. Si tratta di un problema molto simile al jet lag, anche se non si cambia mai fuso orario.

Le persone che fanno il turno di notte devono lavorare mentre le altre persone dormono. Al termine del lavoro, devono cercare di dormire mentre le altre persone sono sveglie. Durante il giorno, per ovvi motivi, chi lavora di notte tende a dormire di meno di chi dorme la notte. Inoltre, il loro sonno è spesso frammentato durante il corso della giornata.

Le persone che fanno turni a rotazione spesso hanno difficoltà nel dormire abbastanza. I loro orari di lavoro, che cambiano in base al lavoro, gli impediscono di importare una routine di sonno.

Disturbo da fase di sonno ritardato (DSP)

Le persone con disturbi della fase di sonno ritardato, spesso non sono in grado di addormentarsi a un’ora normale della notte. Possono rimanere svegli fino alle 2 del mattino o anche più tardi. Questo rende difficile per loro svegliarsi in tempo e riposati per lavorare o andare a scuola.

Sono pochi gli stili di vita che consentono di mantenere per molto tempo questi orati di sonno-veglia. Questo problema è più comune nelle persone adolescenti che in altre fasce di età. Nel medio/lungo termine questa situazione può portare a stress mentale.

Disturbo della fase di sonno avanzato (ASP)

Il disturbo della fase avanzata del sonno è più comune nelle persone anziane. Solo recentemente è stato riconosciuto come un problema importante. Le persone che soffrono di ASP tendono ad avere molto sonno nel primo pomeriggio. Di conseguenza, vanno a letto prima del normale. Azione che li porta a svegliarsi troppo presto la mattina. Una volta svegli, non sono più in grado di tornare a dormire.

L’ASP di solito non interferisce con il normale orario di lavoro. Questa tipologia di “disturbo” è visto in maniera meno problematica di chi soffre di DSP. Può diventare un problema importante, quando interferisce con i programmi serali di una persona. Le persone che soffrono di ASP si svegliano comunque presto, anche se si costringono a rimanere sveglie fino a tarda notte. Ridurre le ore di sonno, non è una soluzione che vede scomparire l’ASP.

Ritmo sonno-veglia irregolare

Le persone con un ritmo sonno-veglia irregolare non sono in grado di impostare un modello di sonno, non importa quanto ci provino. La casualità degli orari di sonno, che si possono verificare in momenti diversi nel periodo di 24 ore, porta la persona a soffrire di problemi simili a quelli legati al jet lag. In alcuni casi, molto rari, può svegliarsi anche confuso e poco lucido.